
Antognolla Golf
Antognolla è uno dei campi più spettacolari d’Italia e uno dei pochi a lasciare davvero u...
Antognolla è uno dei campi più spettacolari d’Italia e uno dei pochi a lasciare davvero un’impressione quasi teatrale senza perdere credibilità sportiva. Ai piedi di un castello umbro e dentro una valle drammatica, il percorso firmato Robert Trent Jones Jr. si sviluppa tra saliscendi decisi, fairway scolpiti, acqua e visuali di grande impatto. È un campo che mette subito in chiaro le proprie intenzioni: richiede coraggio, precisione e una certa solidità mentale, perché l’errore viene esposto e spesso punito. Allo stesso tempo l’ambiente è talmente bello da trasformare ogni giro in un’esperienza ad alta intensità emotiva. Antognolla piace sia ai golfisti esperti sia ai viaggiatori internazionali che cercano un grande indirizzo italiano fuori dai circuiti più ovvi di lago o costa. Nel suo genere è una destinazione di rango assoluto, dove il paesaggio non fa solo da sfondo ma diventa parte attiva del gioco.
Scegli bene il tee di partenza: Antognolla è magnifico quando lo affronti con intelligenza, molto meno se lo trasformi in una battaglia fuori misura.
Uno dei campi più scenografici e intensi d'Italia
Design di alto rango in Umbria autentica
Molto impegnativo per handicap alti
Esperienza più emozionante che rilassante
Antognolla è uno dei campi più spettacolari d’Italia e uno dei pochi a lasciare davvero un’impressione quasi teatrale senza perdere credibilità sportiva. Ai piedi di un castello umbro e dentro una valle drammatica, il percorso firmato Robert Trent Jones Jr. si sviluppa tra saliscendi decisi, fairway scolpiti, acqua e visuali di grande impatto. È un campo che mette subito in chiaro le proprie intenzioni: richiede coraggio, precisione e una certa solidità mentale, perché l’errore viene esposto e spesso punito. Allo stesso tempo l’ambiente è talmente bello da trasformare ogni giro in un’esperienza ad alta intensità emotiva. Antognolla piace sia ai golfisti esperti sia ai viaggiatori internazionali che cercano un grande indirizzo italiano fuori dai circuiti più ovvi di lago o costa. Nel suo genere è una destinazione di rango assoluto, dove il paesaggio non fa solo da sfondo ma diventa parte attiva del gioco.
Dal punto di vista tecnico, il percorso è un costiero da 18 buche con par 71 e slope 141. Il progetto porta la firma di Robert Trent Jones Jr.. Le valutazioni degli appassionati evidenziano: percorso di ottimo livello, contesto paesaggistico di grande impatto.
Il periodo ideale per giocare a Antognolla Golf è aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre. Tra i punti di forza più apprezzati: Uno dei campi più scenografici e intensi d'Italia; Design di alto rango in Umbria autentica.
La struttura dispone di putting green, driving range, ristorante, pro shop, noleggio cart, caddy su richiesta.
Per raggiungere Antognolla Golf, l'aeroporto di riferimento è Perugia S. Francesco (PEG), a circa 35 minuti di auto. Scegli bene il tee di partenza: Antognolla è magnifico quando lo affronti con intelligenza, molto meno se lo trasformi in una battaglia fuori misura.
Qual è il periodo migliore per giocare?+
Il periodo migliore è aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre. Fuori stagione il club potrebbe essere chiuso o con servizi ridotti.
È richiesto un handicap?+
Sì, Antognolla Golf richiede un handicap massimo di 36. Contatta il club per confermare le policy aggiornate.
Come si raggiunge il club?+
L'aeroporto più vicino è Perugia S. Francesco (PEG), a circa 35 minuti di auto. Si consiglia il noleggio auto per la massima flessibilità negli spostamenti.
C'è un alloggio direttamente al club?+
Antognolla Golf non dispone di alloggio on-site. Nelle vicinanze si trovano diverse strutture ricettive; contatta il club per eventuali convenzioni o raccomandazioni.
Quante buche ha il percorso e qual è il livello di difficoltà?+
Il percorso conta 18 buche con par 71 e slope rating 141. La difficoltà è elevata, consigliata a giocatori esperti.
Esperienze Esclusive
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Paolo Bea: il Sagrantino del Tempo
Paolo Bea produce il Sagrantino di Montefalco come nessun altro: macerazione di 60 giorni, nessuna filtrazione, nessun addizione. Il vino esce dopo 7 anni dalla vendemmia ed è forse il vino rosso con la maggiore quantità di tannini al mondo — costruito per durare 50 anni. La verticale privata nel bunker sotterraneo di Montefalco attraversa trent'anni di uno dei vini più estremi d'Italia.
“Giampiero Bea riceve il mercoledì mattina su appuntamento. Porta cibo — formaggio di fossa o tartufo nero di Norcia — perché il Sagrantino senza abbinamento mastica i tannini come mattoni: con il cibo giusto si trasforma in qualcosa di trascendente.”
Castello di Antognolla: la Cripta del 1200
Il Castello di Antognolla risale al XII secolo e conserva una cripta romanica sotto la torre principale accessibile solo attraverso il golf resort che ne gestisce il restauro. I muri di pietra serena hanno 90 cm di spessore e la temperatura interna rimane a 14°C tutto l'anno. Il restauratore Luca Brunetti accetta visite private alla cripta con lampade a olio.
“Luca Brunetti guida le visite il giovedì mattina: nella cripta ha trovato resti di un affresco del XIII secolo con un Cristo Pantocrator che i proprietari medievali avevano sepolto sotto uno strato di calce. Il restauro è in corso — si vede il lavoro in diretta.”
Fonti del Clitunno: la Sorgente dei Poeti
Le Fonti del Clitunno sono sorgenti sacre cantate da Virgilio, Plinio, Byron e Carducci: l'acqua emerge da 20 sorgenti sotterranee creando un lago trasparentissimo circondato da pioppi bianchi e salici. La piccola cappella paleocristiana del V secolo sulle rive è Patrimonio UNESCO. L'acqua a 11°C e la penombra dei pioppi hanno effetti documentati sul sistema nervoso simili alla meditazione.
“Il guardiano apre le rive nord — normalmente chiuse — alle 6:00 su richiesta scritta al Comune di Campello sul Clitunno. Le acque a quell'ora producono vapori bianchi sui pioppi e il silenzio è totale: Carducci scrisse il suo poema esattamente in quell'orario.”
Taverna del Lupo — Il Tartufo di Gubbio
Nel cuore medievale di Gubbio, la Taverna del Lupo custodisce da decenni la cucina umbra più autentica: norcineria, tartufo nero e pasta fatta a mano in sale con volte in pietra che sembrano ferme nel Medioevo. Non è un posto che si scopre per caso — ci si arriva per consiglio, e poi non si smette di tornare. La cucina rispetta la stagione senza compromessi.
“Ordina la pasta al tartufo nero solo se il cameriere ti conferma che è fresco del giorno — fuori stagione, scegli i tagliolini con il sugo di cinghiale.”
Ipogeo dei Volumni — La Città dei Morti Etrusca
Sotto una collinetta anonima alla periferia di Perugia si cela una delle tombe etrusche meglio conservate d'Italia: l'ipogeo della famiglia Volumni, scavato nel tufo nel II secolo a.C. Si scende per una scala stretta verso un silenzio assoluto, e ci si ritrova in camere scolpite come stanze di una casa — letti funebri, urne cinerarie, affreschi sbiaditi. Il mondo di sopra scompare completamente.
“Vai di mattina presto, quando sei quasi solo: la luce fioca e il silenzio rendono l'esperienza vicina alla meditazione più che alla visita turistica.”
Collezione Burri — Il Gesto che ha Cambiato l'Arte
Alberto Burri nacque a Città di Castello nel 1915 e da questa città tranquilla lanciò una delle rivoluzioni silenziose dell'arte del Novecento. La Fondazione ospita la sua opera integrale in due sedi: il raffinato Palazzo Albizzini nel centro storico e gli Ex Seccatoi del Tabacco, capannoni industriali dove i Cretti e i Cicli monumentali occupano spazi che sembrano costruiti attorno a loro. Non è un museo — è un incontro.
“Visita prima gli Ex Seccatoi del Tabacco: la luce del tardo pomeriggio che filtra dai lucernai trasforma i Cretti in qualcosa di vivo.”
Gola del Bottaccione — Il Confine tra Due Mondi
In questa gola calcarea alle spalle di Gubbio, il geologo Walter Alvarez trovò nel 1980 lo strato di argilla ricca di iridio che provò l'impatto dell'asteroide e la fine dei dinosauri. Il canyon è percorribile a piedi lungo un sentiero che affianca i resti di un acquedotto romano: milioni di anni di storia stratificata nella roccia, e sopra, il silenzio assoluto dell'Appennino umbro.
“Cerca lo strato d'argilla rossastra a circa metà del percorso: è sottile come una pagina di libro, e segna il confine esatto tra il Cretaceo e il Paleogene.”
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