
Castello di Spessa Golf & Country Club
Nel Collio friulano, tra vigne ordinate e castelli che sembrano usciti da un romanzo mitt...
Nel Collio friulano, tra vigne ordinate e castelli che sembrano usciti da un romanzo mitteleuropeo, Castello di Spessa unisce golf, vino e ospitalità con un’identità molto precisa. Il percorso non punta sulla monumentalità, ma sul dialogo con il territorio: buche tecniche, terreno mosso, scorci continui sulla campagna vitata e un senso di raccoglimento che rende il round intimo, quasi privato. È un club-resort per chi ama i viaggi costruiti con gusto, dove il golf non è isolato ma integrato con cucina, cantine e paesaggio. Dopo il gioco, qui contano davvero il contesto e il ritmo: una degustazione di bianchi del Collio, una cena nel castello, una notte tra le colline. Tecnicamente il campo chiede ordine e attenzione più che potenza, e proprio per questo si presta bene al giocatore esperto che desidera un’esperienza raffinata invece di una semplice prova muscolare. È una destinazione dal lusso colto, silenzioso, profondamente territoriale.
Qui il vero upgrade è dormire in proprietà: giocare il pomeriggio, degustare al tramonto e ripartire il mattino dopo dà al club un senso completamente diverso.
Integra golf, vino e hospitality in uno dei territori più eleganti del Friuli
Atmosfera intima e raffinata, perfetta per un soggiorno breve ma memorabile
Meno adatto a chi cerca puro championship golf
Il fascino dipende molto dall’esperienza completa, non solo dal round
Nel Collio friulano, tra vigne ordinate e castelli che sembrano usciti da un romanzo mitteleuropeo, Castello di Spessa unisce golf, vino e ospitalità con un’identità molto precisa. Il percorso non punta sulla monumentalità, ma sul dialogo con il territorio: buche tecniche, terreno mosso, scorci continui sulla campagna vitata e un senso di raccoglimento che rende il round intimo, quasi privato. È un club-resort per chi ama i viaggi costruiti con gusto, dove il golf non è isolato ma integrato con cucina, cantine e paesaggio. Dopo il gioco, qui contano davvero il contesto e il ritmo: una degustazione di bianchi del Collio, una cena nel castello, una notte tra le colline. Tecnicamente il campo chiede ordine e attenzione più che potenza, e proprio per questo si presta bene al giocatore esperto che desidera un’esperienza raffinata invece di una semplice prova muscolare. È una destinazione dal lusso colto, silenzioso, profondamente territoriale.
Dal punto di vista tecnico, il percorso è un parkland da 18 buche con par 71 e slope 128. Le valutazioni degli appassionati evidenziano: percorso di ottimo livello.
Il periodo ideale per giocare a Castello di Spessa Golf & Country Club è aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre. Tra i punti di forza più apprezzati: Integra golf, vino e hospitality in uno dei territori più eleganti del Friuli; Atmosfera intima e raffinata, perfetta per un soggiorno breve ma memorabile.
La struttura dispone di putting green, driving range, ristorante, pro shop, noleggio cart, caddy su richiesta.
Per raggiungere Castello di Spessa Golf & Country Club, l'aeroporto di riferimento è Roma Fiumicino (FCO), a circa 1h di auto. Qui il vero upgrade è dormire in proprietà: giocare il pomeriggio, degustare al tramonto e ripartire il mattino dopo dà al club un senso completamente diverso.
Qual è il periodo migliore per giocare?+
Il periodo migliore è aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre. Fuori stagione il club potrebbe essere chiuso o con servizi ridotti.
È richiesto un handicap?+
Castello di Spessa Golf & Country Club non indica un handicap minimo obbligatorio per i visitatori esterni. Si consiglia di contattare il club per verificare le condizioni attuali.
Come si raggiunge il club?+
L'aeroporto più vicino è Roma Fiumicino (FCO), a circa 1h di auto. Si consiglia il noleggio auto per la massima flessibilità negli spostamenti.
C'è un alloggio direttamente al club?+
Castello di Spessa Golf & Country Club non dispone di alloggio on-site. Nelle vicinanze si trovano diverse strutture ricettive; contatta il club per eventuali convenzioni o raccomandazioni.
Quante buche ha il percorso e qual è il livello di difficoltà?+
Il percorso conta 18 buche con par 71 e slope rating 128. La difficoltà è medio-alta, adatta a giocatori intermedi o avanzati.
Esperienze Esclusive
Segreti che non trovi su nessuna guida, curati dal nostro concierge.
Gravner: la Ribolla nelle Anfore Georgiane
Josko Gravner è il viticoltore che ha rivoluzionato il vino bianco mondiale: nel 2000 ha importato anfore di terracotta dalla Georgia e ha reinventato il Collio. La sua Ribolla Gialla macera 6 mesi sulle bucce dentro le anfore sepolte nel terreno: il risultato è un bianco arancio di profondità inaudita. La cantina riceve su prenotazione rarissima.
“Josko riceve solo chi gli scrive una lettera spiegando perché il suo vino ha cambiato la loro vita. Chi conosce le date delle sue ultime tre vendemmie ha buone possibilità. Porta un quaderno: parla per ore e ogni parola vale un corso di sommelier.”
Castello di Spessa: la Stanza di Casanova
Il Castello di Spessa ospitò Giacomo Casanova nel 1773 durante la sua permanenza in Friuli: la stanza che occupò è ancora accessibile con gli arredi originali del Settecento. Il castello custodisce anche una biblioteca con prime edizioni di Casanova e lettere autografe che la proprietà mostra su richiesta ai visitatori del club.
“Il bibliotecario del castello mostra su appuntamento le lettere in cui Casanova descrive i vini del Collio che beveva durante il soggiorno: i nomi delle uve sono ancora riconoscibili come precursori della Ribolla e del Friulano attuali.”
Abbazia di Rosazzo: il Giardino dei Patriarchi
L'Abbazia di Rosazzo è un monastero benedettino medievale immerso in 12 ettari di vigneti storici e giardini pensili che i monaci curano dal 1084. Il rituale di ospitalità benedettina — colazione nel refettorio, camminate guidate tra i vigneti da Fr. Domenico, silenzio assoluto fino alle 10:00 — è uno dei pochi luoghi dove lo stress si dissolve fisicamente.
“Fr. Domenico coltiva un orto di erbe officinali medievali con varietà scomparse dalla farmacologia moderna: prepara tisane personalizzate per ogni ospite in base alla stagione e al suo benessere. Non si parla di prezzo — si lascia un'offerta.”
Trattoria Al Cacciatore de la Subida — La Cucina del Bosco
Nel bosco sopra Cormòns, la famiglia Sirk ha trasformato una vecchia locanda di cacciatori in uno dei ristoranti più amati del Friuli. Joško e i suoi figli cucinano la selvaggina, i funghi e le erbe raccolte nei dintorni con una tecnica che rispetta la stagione senza mai piegarsi alla moda. La stella Michelin è arrivata quasi per caso — questo posto esisteva già da sé.
“Prenotate con almeno due settimane di anticipo e chiedete del menù degustazione con i vini del Collio: Joško conosce ogni produttore come se fosse di famiglia.”
Pieve di San Floriano del Collio — Il Confine tra i Vigneti
A pochi minuti dal castello, la strada sale tra i filari fino al piccolo borgo di San Floriano del Collio, dove una pieve romanica del XII secolo guarda in silenzio il confine sloveno. Da qui il paesaggio si apre su due nazioni contemporaneamente — le vigne del Collio italiano da un lato, le colline del Brda sloveno dall'altro. Non c'è nessun cartello turistico, nessuna folla.
“Venite al tramonto: la luce radente accende i filari in oro e il confine — invisibile come deve essere — scompare nel paesaggio.”
Piazza della Transalpina — Il Confine che Scomparve
Una piazza condivisa tra due nazioni, dove fino al 2007 un muro divideva famiglie e vicini di casa. Oggi una semplice linea bianca sul selciato segna il confine tra Italia e Slovenia — Gorizia e Nova Gorica, Capitale Europea della Cultura 2025. Sostare qui al tramonto è un atto di pace quasi liturgico, raro nella sua banalità quotidiana.
“Il bar sul lato sloveno serve uno Spritz con il Teran carsico — ordina lì e siediti con i piedi in Italia.”
Lago di Doberdò — Il Lago che Respira
Un lago carsico che respira: d'inverno si riempie fino a formare specchi d'acqua silenziosi tra le rocce bianche, d'estate si ritira o scompare del tutto nel sottosuolo. È uno dei fenomeni idrogeologici più singolari del Carso isontino, quasi privo di turisti e di qualsiasi infrastruttura — solo la riserva naturale, le rane e il silenzio.
“Vieni in marzo o novembre quando il livello è alto: la luce grigia dell'Isonzo trasforma la superficie in argento puro.”
Club Simili
Altri percorsi in linea con i tuoi gusti — selezionati dal nostro concierge.


