
Golf Club Ugolino
Ugolino appartiene alla piccola élite dei club italiani che si comprendono davvero solo g...
Ugolino appartiene alla piccola élite dei club italiani che si comprendono davvero solo giocandoli. Poco fuori Firenze, custodisce una forma di eleganza storica che non ha bisogno di effetti speciali: il fascino nasce dalle linee del terreno, dalla maturità degli alberi, dalla relazione intima con la campagna fiorentina e da quell’atmosfera da circolo colto che resiste al tempo. Il percorso non impressiona per brutalità, ma per finezza. Richiede colpi pensati, ritmo, precisione e una certa sensibilità classica, come accade spesso nei club europei di antica tradizione. Per molti viaggiatori Ugolino vale più come esperienza culturale del golf che come semplice round. È un luogo che racconta una certa Italia elegante, discreta, quasi letteraria. Se inserito in un soggiorno fiorentino di alto profilo, diventa una tappa di grande fascino, specialmente per chi apprezza storia, atmosfera e identità prima ancora della pura performance tecnica.
Non affrontarlo come una gara di distanza: Ugolino premia il giocatore che accetta il suo linguaggio classico e lascia spazio a precisione e intelligenza.
Grandissimo fascino storico e culturale
A pochi minuti da Firenze ma con identità forte
Meno adatto a chi cerca un resort contemporaneo
Valore massimo per chi apprezza tradizione e atmosfera
Ugolino appartiene alla piccola élite dei club italiani che si comprendono davvero solo giocandoli. Poco fuori Firenze, custodisce una forma di eleganza storica che non ha bisogno di effetti speciali: il fascino nasce dalle linee del terreno, dalla maturità degli alberi, dalla relazione intima con la campagna fiorentina e da quell’atmosfera da circolo colto che resiste al tempo. Il percorso non impressiona per brutalità, ma per finezza. Richiede colpi pensati, ritmo, precisione e una certa sensibilità classica, come accade spesso nei club europei di antica tradizione. Per molti viaggiatori Ugolino vale più come esperienza culturale del golf che come semplice round. È un luogo che racconta una certa Italia elegante, discreta, quasi letteraria. Se inserito in un soggiorno fiorentino di alto profilo, diventa una tappa di grande fascino, specialmente per chi apprezza storia, atmosfera e identità prima ancora della pura performance tecnica.
Dal punto di vista tecnico, il percorso è un parkland da 18 buche con par 72 e slope 131. Il progetto porta la firma di Cecil Blandford. Le valutazioni degli appassionati evidenziano: percorso di ottimo livello.
Il periodo ideale per giocare a Golf Club Ugolino è aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre. Tra i punti di forza più apprezzati: Grandissimo fascino storico e culturale; A pochi minuti da Firenze ma con identità forte.
La struttura dispone di putting green, driving range, ristorante, pro shop, noleggio cart, caddy su richiesta.
Per raggiungere Golf Club Ugolino, l'aeroporto di riferimento è Firenze Vespucci (FLR), a circa 1h di auto. Non affrontarlo come una gara di distanza: Ugolino premia il giocatore che accetta il suo linguaggio classico e lascia spazio a precisione e intelligenza.
Qual è il periodo migliore per giocare?+
Il periodo migliore è aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre. Fuori stagione il club potrebbe essere chiuso o con servizi ridotti.
È richiesto un handicap?+
Sì, Golf Club Ugolino richiede un handicap massimo di 34. Contatta il club per confermare le policy aggiornate.
Come si raggiunge il club?+
L'aeroporto più vicino è Firenze Vespucci (FLR), a circa 1h di auto. Si consiglia il noleggio auto per la massima flessibilità negli spostamenti.
C'è un alloggio direttamente al club?+
Golf Club Ugolino non dispone di alloggio on-site. Nelle vicinanze si trovano diverse strutture ricettive; contatta il club per eventuali convenzioni o raccomandazioni.
Quante buche ha il percorso e qual è il livello di difficoltà?+
Il percorso conta 18 buche con par 72 e slope rating 131. La difficoltà è elevata, consigliata a giocatori esperti.
Esperienze Esclusive
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Certosa del Galluzzo: la Cella dei Monaci
La Certosa del Galluzzo sorge su un colle a 5 km da Firenze ed è abitata dai monaci cistercensi dal 1341. Le celle dei monaci — piccoli appartamenti con giardino privato — si aprono su richiesta al Priore: al loro interno sopravvivono cicli di affreschi quattrocenteschi di Pontormo che il restauro ha appena riportato alla luce.
“Fra' Bernardo guida le visite private il giovedì alle 8:00: mostra la cella del Priore originale dove Pontormo dipinse i Lunettes che sono poi finiti agli Uffizi — le pareti conservano ancora le tracce del cartone preparatorio.”
Montevertine: le Pergole Torte Verticale
Le Pergole Torte di Sergio Manetti fu il primo Sangiovese in purezza della Toscana a dimostrare che il vitigno non aveva bisogno del Cabernet: la verticale dal 1977 attraversa quarant'anni di uno dei vini più discussi e amati d'Italia. Martino Manetti riceve su appuntamento stretto tra i vigneti di Radda che suo padre piantò contro ogni convenzione.
“Martino Manetti versa la 1985 solo per chi conosce la storia di come suo padre fu espulso dal Consorzio Chianti per non aver messo il Trebbiano nel vino. Porta la documentazione dell'esclusione: la conserva come una medaglia.”
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“Il proprietario Floriano Paini organizza cene private nelle cantine storiche con vini della sua cantina personale in Maremma: disponibile solo per ospiti della spa su prenotazione del concierge. 8 persone massimo, nessun menu fisso.”
Ristorante Omero: la Terrazza sui Tetti di Firenze
Nascosto tra gli olivi di Via del Pian de' Giullari, Omero esiste dal 1942 e non ha mai ceduto alla tentazione di reinventarsi. La ribollita arriva nel tegame di coccio, il cinghiale è quello della macchia, e dalla terrazza Firenze si stende sotto di te come una promessa mantenuta. Non è un ristorante — è un punto di riferimento morale.
“Prenotate il tavolo d'angolo in terrazza al tramonto: la luce sui campanili è la stessa che dipingeva Masaccio.”
Villa Gamberaia: il Giardino che Nessuno Cerca
A Settignano, su un crinale che guarda Firenze e il Valdarno insieme, Villa Gamberaia custodisce quello che Bernard Berenson considerava il giardino rinascimentale più perfetto d'Italia. Vasche di ninfee tagliate a geometria, cipressi che si specchiano nell'acqua ferma, una ninfea lunga quanto il silenzio. I turisti sono a quattro chilometri di distanza, in fila agli Uffizi.
“Visitate in mattinata nei giorni feriali: i proprietari privati aprono i cancelli solo su appuntamento, il che garantisce di avere il giardino quasi per sé.”
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