San Michele Golf Club
Rappresenta il lato più raro e ancora poco raccontato del golf del Sud Italia
San Michele Golf Club rappresenta il lato più raro e ancora poco raccontato del golf del Sud Italia. In Calabria, dove il golf resta eccezione e non abitudine, il valore del club sta tanto nell’esperienza quanto nella sua stessa esistenza: un indirizzo da cercare apposta, non da incrociare per caso. Il percorso offre un golf lineare ma piacevole, da leggere con attenzione e senza fretta, in un contesto che invita a pensare al viaggio nel suo insieme più che al solo score. Qui conta la prospettiva: il round è parte di un Sud meno ovvio, fatto di strade panoramiche, cucina netta, mare vicino e una forma di ospitalità ancora spontanea. È il tipo di club che non si giudica con i parametri dei grandi championship del Nord, ma con quelli della scoperta. Per chi costruisce itinerari originali e vuole davvero estendere la mappa del golf italiano, San Michele ha un valore che va oltre il solo tracciato.
Giocalo se stai davvero costruendo un itinerario nel Sud e vuoi aggiungere una tappa fuori dai radar: il suo senso cresce quando lo inserisci dentro il territorio, non isolatamente.
Rarità geografica interessante per chi vuole ampliare la mappa del golf italiano
Atmosfera autentica e poco costruita, ideale per viaggiatori curiosi
Meno informazioni e meno infrastruttura rispetto ai club più consolidati
Non è una destinazione standalone per chi cerca resort golf di fascia alta
San Michele Golf Club rappresenta il lato più raro e ancora poco raccontato del golf del Sud Italia. In Calabria, dove il golf resta eccezione e non abitudine, il valore del club sta tanto nell’esperienza quanto nella sua stessa esistenza: un indirizzo da cercare apposta, non da incrociare per caso. Il percorso offre un golf lineare ma piacevole, da leggere con attenzione e senza fretta, in un contesto che invita a pensare al viaggio nel suo insieme più che al solo score. Qui conta la prospettiva: il round è parte di un Sud meno ovvio, fatto di strade panoramiche, cucina netta, mare vicino e una forma di ospitalità ancora spontanea. È il tipo di club che non si giudica con i parametri dei grandi championship del Nord, ma con quelli della scoperta. Per chi costruisce itinerari originali e vuole davvero estendere la mappa del golf italiano, San Michele ha un valore che va oltre il solo tracciato.
Dal punto di vista tecnico, il percorso è un parkland da 18 buche con par 72 e slope 128. Le valutazioni degli appassionati evidenziano: contesto paesaggistico di grande impatto, ottimo rapporto qualità-prezzo.
Il periodo ideale per giocare a San Michele Golf Club è marzo, aprile, maggio, settembre, ottobre, novembre, con il club aperto tutto l'anno. Tra i punti di forza più apprezzati: Rarità geografica interessante per chi vuole ampliare la mappa del golf italiano; Atmosfera autentica e poco costruita, ideale per viaggiatori curiosi.
La struttura dispone di putting green, driving range, ristorante, pro shop.
Per raggiungere San Michele Golf Club, l'aeroporto di riferimento è Lamezia Terme (SUF), a circa 40 minuti di auto. Giocalo se stai davvero costruendo un itinerario nel Sud e vuoi aggiungere una tappa fuori dai radar: il suo senso cresce quando lo inserisci dentro il territorio, non isolatamente.
Qual è il periodo migliore per giocare?+
San Michele Golf Club è aperto tutto l'anno. I mesi consigliati per le condizioni ottimali sono marzo, aprile, maggio, settembre, ottobre, novembre.
È richiesto un handicap?+
San Michele Golf Club non indica un handicap minimo obbligatorio per i visitatori esterni. Si consiglia di contattare il club per verificare le condizioni attuali.
Come si raggiunge il club?+
L'aeroporto più vicino è Lamezia Terme (SUF), a circa 40 minuti di auto. Si consiglia il noleggio auto per la massima flessibilità negli spostamenti.
C'è un alloggio direttamente al club?+
San Michele Golf Club non dispone di alloggio on-site. Nelle vicinanze si trovano diverse strutture ricettive; contatta il club per eventuali convenzioni o raccomandazioni.
Quante buche ha il percorso e qual è il livello di difficoltà?+
Il percorso conta 18 buche con par 72 e slope rating 128. La difficoltà è medio-alta, adatta a giocatori intermedi o avanzati.
Esperienze Esclusive
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Foresta della Sila: i Giganti di Calabria
Il Parco Nazionale della Sila ospita i Giganti di Calabria: 14 pini larici di 350 anni e 40 metri di altezza nell'Area Naturale Protetta di Fallistro. Sono gli alberi più grandi e antichi d'Italia. All'alba, con la guida naturalista Marco Stellato, si accede al corridoio dei Giganti prima dei visitatori giornalieri — i suoni della foresta di Sila al mattino includono il grillaio, il falco pellegrino e il picchio nero.
“Marco Stellato porta al pino numero 7 — il più antico, 380 anni — con il dendrocronometro: si ascolta letteralmente la crescita degli anelli annuali attraverso il sensore a ultrasuoni. Ogni anello contiene la storia climatica di un anno — il 1640, il 1783, il 1900.”
Ippolito 1845: Cirò Rosso Verticale
Il Cirò è il vino calabrese più antico: il Krimisa degli atleti greci delle Olimpiadi del 480 a.C., prodotto con uve Gaglioppo sui terreni sassosi della Calabria ionica. Ippolito 1845 è la cantina più antica della Calabria: la verticale privata del Cirò Classico Superiore dal 1960 mostra che il Gaglioppo su sabbia ionica sviluppa note di rosa secca, chiodo di garofano e melograno che nessun altro vitigno del Sud ha.
“Vincenzo Ippolito apre il Cirò 1958 — la bottiglia del Campionato del Mondo di calcio quando l'Italia arrivò terza — solo per chi porta una bottiglia di Cirò anni Novanta da confrontare: vuole dimostrare che il Gaglioppo invecchia meglio del Sangiovese toscano.”
Grand Hotel Terme di Pizzo: il Fangoterapia Jonico
Le Terme di Pizzo sfruttano le acque oligominerali del mare Jonio con una concentrazione di magnesio e potassio superiore alle terme marine del Nord Italia. Il centro termale, costruito sul promontorio di Pizzo con vista sul Golfo di Sant'Eufemia, offre i bagni di alga jonica — raccolta ogni mattina dalla sorgente marina locale — con effetti tonificanti documentati sulla muscolatura.
“Il trattamento Fango d'Argilla Jonica — argilla blu estratta a 30 metri di profondità nel fondale jonico e maturata 45 giorni — è disponibile solo nei mesi di luglio-agosto quando le condizioni marine permettono la raccolta. Effetti documentati sull'artrosi surpassano qualsiasi fango alpino.”
Squillace: la Vigilia di Cassiodoro
Su uno sperone d'argilla che domina il golfo ionico, Squillace custodisce i resti del castello normanno e i vicoli dove nacque Cassiodoro, il senatore romano che salvò la civiltà classica copiando manoscritti nei monasteri. C'è qualcosa di sospeso in questo borgo — la storia non si esibisce, si respira tra i portali scrostati e le scalinate silenziose. Il panorama dal belvedere sul golfo, al tramonto, non ha bisogno di spiegazioni.
“Sali al castello un'ora prima del tramonto e aspetta che la luce rasante dori il golfo — in certi giorni si vedono le sagome delle isole greche all'orizzonte.”
Valli Cupe: le Gole Dimenticate di Sersale
Nascosto nell'entroterra catanzarese, questo sistema di gole calcaree custodito dal WWF è uno dei paesaggi più selvatici della Calabria — pareti rocciose che si stringono fino a toccarsi, cascate che precipitano nel verde e una vegetazione fitta che sembra uscita da un'altra era geologica. Non è una meta da cartolina: bisogna volerla trovare. Proprio per questo vale ogni curva della strada sterrata che la raggiunge.
“Vieni di mattina presto in settimana, fuori stagione — con la nebbia bassa tra le pareti rocciose il posto sembra un racconto di Buzzati.”
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